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Krill Design per Enactus Italia: i trofei che non pesano sul pianeta

La National Competition 2024 è stato un evento ricco di novità per Enactus Italia, che quest’anno ha dedicato un’attenzione particolare all’integrazione della sostenibilità in quanti più momenti possibili dei due giorni di competizione. Dai momenti di ristoro alle premiazioni, le scelte fatte hanno voluto valorizzare realtà generatrici di impatto sociale e propositrici di modelli sostenibili di grande ispirazione.   


Proprio in quest’ottica si colloca la decisione di collaborare con Krill Design, una startup sostenibile che riutilizza gli scarti di materiale organico per creare oggetti di design, che si è occupata della creazione dei trofei sostenibili per i campioni in gara. 

In questa intervista fatta a Martina Lamperti, co-founder della startup, scopriamo insieme l’anima rivoluzionaria di Krill Design, che sta cambiando i paradigmi del design, attraverso la creazione di nuovi modelli di economia circolare. 


Partiamo da una domanda di rito: Martina, innanzitutto parlaci di te: da dove vieni e come hai incontrato Krill Design lungo il tuo percorso?”


Ho studiato architettura al Politecnico di Milano, ma una volta laureata ho capito che gli studi di architettura non erano il mio “habitat naturale”. Il mio compagno di corso, Yack H. Di Maio ed io , abbiamo allora deciso di avventurarci nell’apertura di un hub di stampa 3D per progettare e prototipare i nostri prodotti. L’hub che avevamo creato offriva anche un servizio rivolto a terzi, che potevano utilizzare i nostri macchinari e le nostre competenze per realizzare ciò di cui avevano bisogno.  Proprio così abbiamo incontrato il terzo founder di Krill Design, Ivan Calimani che, forte della sua esperienza in Expo 2015, ci ha introdotto al tema degli scarti alimentari.


“Krill Design è un perfetto esempio di startup innovativa sostenibile, che trasforma uno scarto in opportunità, attraverso un modello di business innovativo. Com’è nata l’idea e come avete capito il suo potenziale?”


“Nel momento in cui abbiamo incontrato Ivan, le nostre esperienze si sono fuse nella ricerca di innovazione: partendo dal problema della valorizzazione dello scarto alimentare siamo arrivati alla creazione di nuovi materiali bio-based realizzati proprio da questi scarti. Un’idea che ci sembrava innovativa, con al cuore la valorizzazione di un prodotto che normalmente consideriamo scarto, privo di valore.Nel 2018 quest’idea era diventata realtà: Krill Design era startup e muoveva i primi passi.”

 

“Se dovessi pensare alle tappe fondamentali del percorso di crescita di Krill Design, quali milestone hanno rappresentato una svolta e a che punto vi sentite oggi?”

 

“Nel 2019, durante un pitch di presentazione, è arrivata un’opportunità decisiva: Autogrill ha deciso di credere in noi. L’incontro con Autogrill ha dato vita al nostro primo progetto B2B, con un investimento che ci ha permesso di sperimentare la trasformazione delle bucce d’arancia scartate dai punti vendita Autogrill e di arrivare in un anno a sviluppare una prima formula funzionante: nasceva infatti “Rekrill”, il nostro primo biopolimero, che sarebbe stato trasformato in prodotti funzionali per l’azienda produttrice degli scarti.  Il secondo passaggio fondamentale è stato l’apertura al mondo del B2C. Sentivamo il bisogno di esistere e farci riconoscere come brand, diventando una scelta consapevole e sostenibile disponibile anche per il consumatore finale. Ecco quindi che durante lo scorso anno abbiamo lanciato alcuni oggetti di design sul mercato, abbracciando anche la nostra anima B2C.


“Uno spoiler sui prossimi obiettivi di crescita?”


"Crescendo abbiamo scoperto un nuovo mercato interessante: diverse aziende, ad esempio nel settore automotive, chiedono i nostri materiali per realizzare su larga scala alcune componenti dei loro prodotti che permetterebbero loro di abbassare drasticamente le emissioni associate ai processi e ai prodotti stessi. Oggi stiamo proprio lavorando all’apertura di questo nuovo mercato." 


"Avete saputo coniugare ecologia, innovazione tecnologica e design, settori che spesso non si parlano abbastanza. In Krill Design sembrano coniugarsi perfettamente per un purpose unico, che mette la sostenibilità al centro. In questo senso, anche la produzione on-demand è una scelta ben precisa in questa direzione e coerente in termini valoriali. Vuoi raccontarcelo dal vostro punto di vista?” 


“La scelta della produzione on-demand è stata anche una questione di sostenibilità economica, per evitare di produrre scarti di magazzino. Questa buona abitudine si aggiunge ad un altro processo già integrato in Krill Design, che è quello del costante riciclo dei materiali. Come startup abbiamo infatti uno scarto di materiali pari a zero, grazie al fatto che il biopolimero scartato durante la creazione (per una qualsiasi esigenza o emergenza), viene ritriturato, rifilamentato e riutilizzato e lo è potenzialmente all’infinito” 


“Qual è il segreto per portare avanti con convinzione un modello di economia realmente circolare in un mondo che ancora non lo è?”


“Sicuramente il fatto che il progetto sia in continua ricerca di miglioramento. Ci sono dei processi, come ad esempio il riutilizzo del biopolimero, che sono subentrati successivamente alla creazione della start-up. Cerchiamo di programmare i nostri obiettivi di sostenibilità in modo realistico: non si può rincorrere i tempi per essere al 100% sostenibile su tutto e dall’inizio. Pensiamo sia più saggio programmare e fare un passo per volta.”


“Quest’anno siete venuti in aiuto per la prima volta ad Enactus, permettendoci di ridurre sensibilmente l’impatto dei nostri “Final Awards”, attraverso la donazione di tre meravigliose creazioni, peraltro in tempi record. Ribadiamo un doveroso grazie e vorremmo chiederti di curiosare nel backstage: ti va di raccontarci qualche dettaglio sulla creazione e sulle qualità di questi prodotti?” 


Il premio ha la forma dell’origami che è il logo di Enactus: l’idea dell’origami come trofeo mi è piaciuta molto, perché richiede tempo, pazienza ed evoca un’idea di leggerezza, proprio come i nostri materiali.  Una narrazione coerente con il nostro progetto, di valore e particolarmente importante in un mondo che tende a voler correre molto velocemente.

I trofei sono stati creati con tre tipi diversi di materiale. Per i premi destinati al primo e al secondo classificato alla National Competition, abbiamo utilizzato Rekrill Lemon e Rekrill Orange, mentre il “Best Impact Project”, vincitore dell’Investor Day, è stato premiato con un trofeo realizzato con scarti del Lime. 


“Krill Design è un modello ispiratore per i nostri studenti e sappiamo che ci vuole tenacia e determinazione per portare avanti realtà innovative come quella che rappresenti. Quale messaggio lasceresti ad un giovane Enactus che si affaccia al mondo dell’imprenditoria sostenibile? C’è una lezione da cui hai imparato particolarmente come andare avanti?”


“Non volere tutto e subito: è normale avere - ed anzi deve esserci -  una visione d’insieme. Bisogna però sapere ed accettare che questa idea potrà cambiare o evolversi, che si aggiungeranno delle parti o si eliminerà qualcosa. Non ha senso pensare e desiderare di avere tutto quello che ci serve subito. Si procede passo per passo, aggiungendo valore lungo la strada.

Per capire qual è il passo corretto, bisogna considerare una serie di variabili e ponderare le scelte, ma l’importante è la consapevolezza di non poter arrivare ovunque in un colpo solo e accettare il ritmo ideale per crescere.”


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