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Dalle radici nella comunità all’impatto globale: la storia di Purifas

1 ora fa
Tempo di lettura: 4 min

Alia Rizwan, membro del team Enactus UniPd, racconta come un gruppo di studenti stia trasformando un urgente problema ambientale e sociale in una soluzione altamente tecnologica, pronta a raggiungere il mercato e a cambiare le regole del gioco: scopri il progetto Purifas.


Di Alia Rizwan


Il problema che non possiamo vedere

Pensate agli oggetti di cui vi servite ogni giorno: una giacca impermeabile, una padella antiaderente o tessuti resistenti alle macchie. Molte di queste comodità quotidiane si sono basate storicamente su una famiglia di sostanze chimiche artificiali note come PFAS, o sostanze per- e polifluoroalchiliche.


I PFAS sono spesso definiti “inquinanti eterni”. A causa dei loro legami atomici praticamente indistruttibili, non si degradano naturalmente. Al contrario, persistono nell’ambiente per decenni, accumulandosi nell’acqua, nel suolo e negli organismi umani. Nella sola Europa, le indagini hanno individuato circa 23.000 siti contaminati, di cui oltre 2.300 classificati come punti critici.


Con l’entrata in vigore delle rigorose disposizioni europee di monitoraggio previste dalla Direttiva sulle acque potabili, i gestori del servizio idrico si trovano di fronte a una domanda urgente: come possiamo individuare una minaccia invisibile prima che comprometta la nostra acqua potabile?


Quando un problema invisibile diventa una storia umana


Le analisi tradizionali dei PFAS in laboratorio sono estremamente accurate, ma possono essere lente, costose e richiedere strutture specializzate. Per le comunità locali e i gestori idrici, attendere settimane per ottenere i risultati delle analisi significa convivere con l’incertezza.


È proprio questa sfida ad aver ispirato la nascita di Purifas nel 2024. Nato come iniziativa studentesca all’interno di Enactus UniPD, presso l’Università di Padova, Purifas si è posto un obiettivo chiaro: rendere le analisi dell’acqua più rapide, semplici e accessibili. E, come ogni progetto Enactus, questa missione doveva essere socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile, perseguendo un obiettivo imprenditoriale responsabile.


Purifas, tuttavia, non è nato esclusivamente all’interno di un laboratorio. Guidati dalla missione di imprenditoria sociale di Fondazione Enactus Italia, abbiamo raggiunto le comunità direttamente coinvolte. Attraverso workshop che hanno coinvolto oltre 3.000 persone e il dialogo diretto con gruppi di cittadini attivi sul territorio, come Mamme No PFAS, abbiamo ascoltato le famiglie che vivono quotidianamente con il timore per la sicurezza dell’acqua.


Queste conversazioni hanno trasformato la nostra prospettiva. I PFAS non erano più soltanto una complessa formula chimica: rappresentavano persone reali che ponevano una domanda fondamentale: «La nostra acqua potabile è sicura oggi?».


Sviluppare la soluzione Purifas


Per affrontare questa sfida, Purifas ha sviluppato un approccio integrato che combina il rilevamento rapido sul campo con un software predittivo:


  • Rilevamento rapido sul campo: un sistema portatile di analisi che utilizza una semplice reazione di cambiamento del colore e uno spettrofotometro palmare. Gli operatori possono ottenere sul posto, in pochi minuti, indicazioni preliminari sulla qualità dell’acqua, riducendo i tempi di attesa iniziali delle analisi di laboratorio.


  • Intelligenza predittiva (Sentinel): una piattaforma software che analizza gli andamenti storici della qualità dell’acqua per prevedere i futuri rischi di contaminazione, aiutando i gestori idrici ad assumere decisioni proattive anziché limitarsi a reagire ai problemi.


Come Enactus ha trasformato un’idea in una missione globale


Il Team Enactus UniPd - Purifas alla Enactus National Competition 2026
Il Team Enactus UniPd - Purifas alla Enactus National Competition 2026


Sviluppare la tecnologia rappresentava soltanto metà del percorso. Trasformare la ricerca universitaria in un’impresa sociale scalabile richiedeva orientamento, mentorship e un framework strutturato. Ed è proprio qui che la presenza di un ecosistema completo ha fatto la differenza.


Fondazione Enactus Italia ha offerto al nostro team molto più di una piattaforma competitiva. Attraverso programmi mentor a noi dedicati, workshop specialistici e percorsi di incubazione, Enactus ci ha aiutato a sviluppare competenze fondamentali in ambito di business modeling, conformità normativa, presentazione del progetto e leadership.


Abbiamo inoltre ricevuto un prezioso supporto costante dall'Ufficio di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Padova e dalle Faculty Advisor Enactus locali, il cui contributo ci ha aiutato a orientare e far avanzare il progetto.

Per trasformare la nostra tecnologia da un’idea a una realtà concreta, Purifas ha ottenuto un finanziamento per la ricerca attraverso l’Università di Padova, dedicato allo sviluppo attivo della nostra tecnologia di rilevamento.


Questo percorso ha portato a importanti riconoscimenti all’interno dell’ecosistema startup, tra cui la vittoria del Premio Climate Change alla competizione StartCup e la selezione per prestigiosi programmi internazionali di accelerazione, come Helsinki Incubators, Arqus Alliance e MITx Design Program, che ci ha messo a disposizione uno spazio ufficio a Venezia.


Durante tutto il percorso, il supporto tecnico di consulenti scientifici e di un mentor del Consiglio Nazionale delle Ricerche, specializzato nel rilevamento dei PFAS, ci ha aiutato a validare continuamente sia la componente scientifica sia la nostra roadmap strategica.


Al di là dello sviluppo delle competenze, l’aspetto più significativo di Enactus è stato la comunità nazionale. Confrontarci e fare networking con gli altri team studenteschi in tutta Italia, scoprendo come abbiano trasformato problemi locali in progetti ad alto impatto, ci ha ispirato a superare i nostri limiti.


La motivazione condivisa, il feedback costruttivo e l’unità tra i team italiani ci hanno mostrato la vera forza dell’innovazione guidata dagli studenti.

Parallelamente, la partecipazione a Science4All dell’Università di Padova, un’iniziativa dedicata a rendere la scienza accessibile ai cittadini ad ogni livello, ci ha offerto una piattaforma diretta per coinvolgere il pubblico e sensibilizzare su un tema fondamentale, negli ultimi due anni.


Da Padova alla Enactus World Cup


Quella che è iniziata come una conversazione tra studenti su un urgente problema sociale e ambientale si è trasformata in una soluzione articolata, sostenuta da mentor, consulenti accademici e comunità locali. Vincere la National Competition di Enactus Italia e ottenere l’onore di rappresentare il Team Italy alla Enactus World Cup in Brasile è un’esperienza surreale e profondamente emozionante.


È il risultato della dedizione di un team unito, in cui ogni membro — dagli studenti di chimica agli sviluppatori software, fino agli studenti di economia e management — ha contribuito mettendo a disposizione le proprie competenze.


Non esiste una soluzione semplice e immediata all’inquinamento chimico globale. Ma rendendo visibile ciò che è invisibile e fornendo alle comunità dati tempestivi, Purifas ed Enactus stanno dimostrando che l’innovazione studentesca può generare un cambiamento concreto e duraturo.

Con i risultati raggiunti dalla nostra startup e l’obiettivo di coinvolgere ancora più persone entro quest’anno, siamo pronti a compiere il prossimo grande passo: da Padova al palcoscenico internazionale.



Alia Rizwan

Alia Rizwan è Technology Manager di Purifas presso Enactus UniPd e studentessa presso l’Università di Padova. Contribuisce a guidare lo sviluppo tecnologico e la comunicazione dell’iniziativa in vista della Enactus World Cup.

 
 
 

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